Si arriverà al punto in cui a teatro, per stupire, saremo costretti a mostrare persone che muoiono?
I posteri penseranno che negli anni duemila c’erano solo cazzi, travestiti, prostitute, droga e sesso a condire tutto?
Si può colpire il pubblico solo con immagini di cose proibite, fastidiose (deformazioni ecc), “ maledette”?
Il teatro pianterà aghi nelle coscienze degli spettatori?
Così però riesce a smuovere qualcosa il vecchio, morto teatro.
Siamo in un periodo di cambiamenti, tutto ciò che c’era prima ci sembra vecchio, tutto ciò che deve arrivare ci sembra sbagliato; siamo alla ricerca di una forma viva, che ci rapisca.
Il fastidioso annienta la distrazione, ma anche il piacere.
Sarebbe possibile colpire lo spettatore per altre vie , che non siano le più ovvie?
Si.
E’ più difficile ma il risultato è splendido.
Tutto dipende anche dal perché le persone vanno a teatro: per distrarsi, per divertirsi, per provare emozioni, per pensare ad altro?
Ogni teatro è fatto per un certo tipo di pubblico ma credo che il teatro in grado di colpire attraverso vie secondarie sia quello in grado di abbracciare il più vasto numero di spettatori.
Un teatro per i sensi che arrivi alla coscienza, ma dolcemente o comunque lentamente in modo che lo spettatore non si accorga della penetrazione (per usare un termine ricco di idee del duemila) ma si ritrovi profondamente preso da ciò che gli sta accadendo intorno.
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